COMUNICATO STAMPA
Paladini e marionette viventi, fiabe moderne in musical e storie di blues per bambini. Le cinque più importanti compagnie di teatro ragazzi approdano al Vulci festival per una rassegna, da lunedì 27 luglio al 2 agosto, interamente dedicata alle famiglie. La kermesse, promossa dalla Regione Lazio e realizzata dall’Associazione teatrale fra i Comuni del Lazio (Atcl), si arricchisce, quindi, alla sua settima edizione, di un prezioso piccolo cartellone per i più piccini. L’idea è di dare un’opportunità alle famiglie di scoprire il parco naturalistico e archeologico, cuore della Maremma etrusca, dove si tengono tutti gli spettacoli. «Attraverso il teatro si abbatte la logica imperante della televisione e si invoglia la gente a uscire», ha spiegato il sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, nella conferenza stampa di presentazione del festival. «Il parco di Vulci va vissuto e va fatto conoscere, il festival in questi anni è servito a questo», ha spiegato Alessandro Berdini, presidente dell’Atcl, «La nuova formula di quest’anno è stata pensata per portare le famiglie a teatro e nel parco. Abbiamo chiamato le più importanti compagnie di teatro ragazzi a livello nazionale, perché è importante capire che i bambini sono il pubblico di domani e il teatro per i più giovani non è solo quello che si fa nelle scuole». Si inizia lunedì 27 luglio con Paladini di Francia, spada avete voi, spada avete io dei Cantieri Koreja, dedicato a Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini (al centro la storia dei paladini di Carlo Magno che affrontano le conseguenze della guerra e dell'amore, il destino e la ricerca quotidiana della propria dignità). Il giorno seguente è il turno di La Costituzione in dieci colori di Renzo Sicco e Fabio Arrivas con le musiche di Franco Battiato: uno spettacolo ideato per raccontare ai più giovani la storia dell’identità sociale e civile italiana ma soprattutto la forza dei valori contenuti nella nostra Carta. Il 29, il Teatro Kismet OperA presenta Il gatto e gli stivali, una fiaba moderna sull’importanza di scegliere la strada giusta e realizzare i propri sogni. Il 30 Fiammiferi, un minimusical di Lisa Ferrari, versione attualizzata di un’altra fiaba, la Fiammiferaia di Hans Christian Andersen. Infine, spetta al Teatro delle Briciole, il 2 agosto, chiudere la rassegna. La compagnia di Parma porta a Vulci Blues, la storia di un ragazzino nero americano negli anni Cinquanta. Lo spettacolo precede il concerto della “signora del blues” Amy Coleman che si esibisce insieme a Fabio Treves e Roberto Ciotti.
Il 31 Luglio si esibiscono i Figulinas
Il Gruppo "Figulinas" è nato 15 anni fa per iniziativa di alcuni giovani florinesi, dopo un importante e serio lavoro di ricerca svolto, sia per la ricostruzione del vestiario tradizionale che delle danze popolari.
Questi anni sono stati caratterizzati da una continua crescita e dal costante impegno, studio e perfezionamento del canto, delle musiche e del ballo in particolare, che hanno portato l'Associazione ad ottenere sempre più grandi successi e riconoscimenti da parte di un vasto pubblico e degli esperti del settore.
Le caratteristiche del Gruppo si basano essenzialmente nel rispetto dei canoni tradizionali del ballo sardo: "Su ballu tundu fiolinesu", accompagnato dalla voce, dalla chitarra e dalla fisarmonica ha inizio e viene concluso con il "Canto in Re", nel rispetto, della tradizione.
Lo stesso ballo ha sempre riscosso notevole successo rendendo popolare il Gruppo che nel corso di questi anni, si è esibito in numerose piazze della Sardegna in occasione di feste popolari, sagre e rassegne.
Il 1 Agosto è la volta dei Tenores di Bitti.
Il canto a tenore del centro della Sardegna è uno stile vocale di grande fascino.
Immediatamente riesce a suonare primitivo e forte. Non a caso si pensa che abbia avuto origine in epoca primitiva dall'imitazione della natura: le quattro voci che compongono il coro altro non sarebbero che il muggito del bue, il belato della pecora ed il suono del vento.
Opportunamente armonizzati e dotati di testi poetici di secolare bellezza. L'uso gutturale delle voci e i tipici canti d'intonazione, poi, rendono inconfondibile e di grande impatto questa arte millenaria. Una magia della voce umana.
Il canto è realizzato da quattro voci maschili: ‘oche, mesu ‘oche, bassu e contra; le ultime due caratterizzano fortemente il canto con il loro suono gutturale dal sapore ancestrale. I testi dei canti profani narrano storie di pastori solitari, a stretto contatto con la natura; quelli sacri esprimono la devozione verso i santi locali e celebrano con solennità le principali cerimonie religiose dell’anno liturgico.
Il gruppo dei Tenores di Bitti “Mialinu Pira” è intitolato allo scrittore e intellettualeMichelangelo Pira noto a Bitti come "Mialinu 'e Crapinu". Il quartetto è composto da Omar Bandinu, Marco Serra, Bachisio Pira e Dino Ruiu i quali hanno in passato partecipato a prestigiose manifestazioni e concerti in tutto il mondo. Forti di uno stile meno aspro degli altri stili vocali della Sardegna, esemplari ricercatori del proprio patrimonio, impeccabili esecutori dalle eccezionali qualità vocali, hanno raggiunto un alto livello di esecuzione e stile, ammirato in tutta la Sardegna e nel mondo intero.
Biglietto unico 5 euro
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