
Per raccogliere un po’ di informazioni sull’
antico mestiere degli scopini abbiamo scelto un canale alternativo e, anziché fare un faccia a faccia, ci siamo fatti una passeggiata al viale alberato (via Garibaldi). Abbiamo incontrato un gruppetto di signori che stavano seduti su una panchina poco distante dal famoso
albero della maldicenza. Questi si sono dimostrati molto disponibili ed hanno cominciato a raccontarci quanto si ricordavano delle persone che nel passato svolgevano questo mestiere. Sono usciti diversi nomi tra cui quello di Ranuccio Ranucci, Remo Salvati detto Cicciabbà, Vincenzo Prosperi, Mario Di Benedetto detto Mario de Cappellone, Leone Fracassi detto il Muto, Angiolino Morelli detto il Topetto, Angelo Sartori, Marsiglio Cannella e sua moglie Santusiata. Quest’ultima, a detta dei nostri informatori, sembra sia stata la
prima ed unica donna a fare questo mestiere nel paese: infatti, prima di lei, era il marito Marsiglio ad occuparsi della pulizia delle strade di Montalto. In seguito alla sua morte, essendo la famiglia molto numerosa e soprattutto molto povera, il Comune decise di cedere il posto del povero Marsiglio alla signora Santusiata.
D’altra parte, ci raccontano i nostri amici, il lavoro non era così duro come oggi. Ad esempio alla mattina non si iniziava presto come adesso. «Prima attaccavano a lavora’ alle otto, non c’era fretta… eravamo quattro gatte!» dice uno di loro e aggiunge: «e poi la monnezza mica c’era tanta; la mi madre c’aveva un secchio e lo svotava ogni due o tre giorni. E che buttavi? La cenere del foco, qualche guscio d’ovo… la coccia de la frutta la magnavamo sa’…».
Non c’erano i bidoni per le strade e ovviamente neanche i camion per svuotarli;
c’era solo un carretto. Chi ci racconta ricorda perfettamente quello di Angelo Sartori, tirato da una cavalla bianca “moschettata”, che girava per il paese. Gli spazzini facevano dei mucchietti di immondizia con le scope e quando passava il carretto ce li buttavano dentro. Angelo, inoltre, aveva sempre con sé un
trombone d’ottone che di tanto in tanto suonava per richiamare l’attenzione delle donne che al suo passaggio uscivano dalle case per svuotare il secchio dentro il carretto.

Sembra che con gli anni la cavalla fosse diventata molto abile. Specificano: «conosceva tutti li cantoni ’ndo se doveva ferma’». Poi quando il carretto era pieno Angelo e la sua cavalla andavano a svuotarlo al “
monnezzaro”, o “
stabbiara”, che si trovava fuori dall’abitato, dove oggi c’è l’incrocio tra via Ombrone e via della Macchia.
Il servizio della nettezza urbana prima era gestito direttamente dal Comune, non era stato dato in appalto a privati come oggi. Gli strumenti, oltre al famoso carretto, erano esclusivamente
le scope e le pale. Le scope venivano fatte a mano, con una pianta chiamata appunto “
scopuccio” in dialetto che si trovava dentro la macchia circostante il paese e che sembra avesse la caratteristica di essere molto fitta. Se ne prendeva un mazzo, ci si faceva un fascio stretto, ci si infilava il manico dentro e si legava insieme: ecco fatta la scopa!
Commenti
12/03/2008, 10:59:06
Cara Giorgia, possiamo dire che quando non eravamo una società dei consumi il problema della monnezza nemmeno esisteva!
02/06/2008, 16:02:21
ciao a tutti sono vittorio sorbera e manco da montalto da 35 anni non abito molto lontano ma il lavoro mi a impegnato moltissimo e pertanto le mie frequentazioni sono state molto sporadiche adesso sono in pensione.iquesti giorni mi trovavo a passare per la veccia aurelia venendo da vulci e mi sono soffermato un attimo sul ponte,e tutto e tornato indietro a quando ero piccolo che andavo a pescare sotto il ponte isieme al vecchio pescatore "Pietro il lupo"padre di Santino Alberto e Mario Rocchetti,era molto bravo a pescare e io no e con molta pazienza mi insegnava tutti i trucchi del mestiere e piu delle volte mi mandava a fare gli ombricoli li nel fosso che andava da li della vostra sede ex ammazzatora e che poi si immetteva nel fiume.mi sono ripromesso che a breve tornero li a fare tutto un servizio fotografico personale per immortalare i vecchi siti di un tempo. mi accompagnera' il mio amico "zeppetto" cia a tutti un cordiale saluto e presto vi faro visita.