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la nostra storia patrimonio dell'umanità

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Di alessandro   Data inserimento:   19/02/2009 ore 19.52
Il lavoro che sta svolgendo la Fondazione Solidarietà e Cultura di Montalto di Castro, con il progetto "Il Campanone" è molto importante. Forse più importante di quello che può apparire ad un occhio veloce e distratto. Portare dentro le case di tutti la comunità la ricerca storica del proprio paese non è soltanto una cosa divertente, ma un tassello per la  conservazione di un bene PATRIMONIO dell'UMANITA'. Infatti l'Unesco ha approvato nella 32^ sessione della Conferenza Generale a Parigi il 17/10/2003 e ratificata dall'Italia il 27/09/2007, la Convenzione Internazionale per la Salvaguardia dei Beni Culturali Immateriali. Per beni Culturali Immateriali si intendono le tradizioni trasmesse per via orale: le lingue e i dialetti, i riti, le feste, le cerimonie, le modalità, le tecniche e i saperi del lavoro artigianale, ecc.
Al momento sono solo due i Beni Immateriali italiani iscritti come Patrimonio Dell'Umanità: i pupi siciliani e i canti a tenores sardi. Forse un pò poco per un paese come il nostro così ricco di tradizioni. Bisogna dire che sono al vaglio della Commissione già una decina di altri Beni Culturali italiani, alcuni dei quali ci riguardano direttamente, come ad esempio i canti dei "poeti a braccio". Ma la cosa che ritengo veramente importante è che la Convenzione dell'Unesco invita proprio le comunità locali a "valorizzare e proteggere le pratiche, le rappresentazioni, le conoscenze e i saperi tramandati oralmente". Bene, vedo proprio questo nel lavoro sin qui svolto dal progetto il Campanone. Esempio è proprio il calendario 2009 allegato all'ultimo numero della rivista.
Infatti aver preso come temi proprio i riti e le tradizioni ed averli resi così bene tramite le foto e le testimonianze portate in redazione da così tante famiglie, che si può dire veramente realizzato dalla nostra comunità locale. Pertanto, concludo, dicendo che il lavoro di archiviare, registrare, salvare la nostra cultura popolare è importantissimo. La formula di fare ricerca storica sulla memoria dei nostri anziani, di coinvolgere tutti i cittadini della nostra comunità è stato da parte vostra non solo geniale, ma in piena sintonia con le raccomandazioni dell'Unesco.
Pertanto vi esorto a continuare così nel vostro lavoro e per citare l'antropologo Piercarlo Grimaldi, che dà un senso politico forte a questa riscoperta della ricerca storica: " abbiamo bisogno di continuare a creare granai di umanità ai quali l'uomo del presente può attingere proficuamente quando l'inverno della cultura si fa più rigido...".
Buon lavoro.

Alessandro Ansidoni

Commenti

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di  mario migneco
27/02/2009, 15:45:17

La lettera che l'ex assessore alla cultura del Comune di Montalto di Castro ha inviato alla redazione de “Il Capanone”, la rivista di storia e società edita dalla Fondazione Solidarietà e Cultura, ci ha fatto molto piacere, sopratutto ha messo in luce aspetti poco noti del lavoro che stiamo portando avanti. Il dottor Alessandro Ansidoni ha visto nascere dall'interno il progetto della rivista e come amministratore ha sempre creduto fermamente che uno sguardo al passato della comunità non fosse solo un esercizio retorico, o tutt'al più campanilistico, ma un lavoro importante di trasmissione e divulgazione di un sapere che riguarda da vicino le persone. Siamo infatti a disposizione di chiunque voglia raccontare una storia: saghe familiari, leggende e cronache fatte da persone comuni. Di cittadini che vogliano condividere con il resto della comunità un sapere tutto personale, che, tuttavia, può diventare patrimonio comune ed essere condiviso scongiurando il pericolo di quell'oblio cui spesso storie e leggende affidate al solo racconto orale sono condannate. Alessandro ha aggiunto un tassello alla possibile definizione del lavoro che sta svolgendo il Campanone: conservare quel patrimonio dell'umanità che è la storia, anche se gli argomenti di cui trattiamo hanno un respiro solamente locale. Ma sono sicuro che la strada imboccata dal Campanone – ed a maggior ragione dal sito della rivista – sia quella giusta, sopratutto perché, anche senza saperlo, è in linea con quanto affermato dalla convenzione dell'Unesco, cui Alessandro ha fatto ampio riferimento nella sua profonda lettera al Campanone, e quindi è un ulteriore stimolo a proseguire in questa direzione, mantenendo sempre costante l'attenzione alle risorse che le nuove tecnologie possono offrire a questo tipo di lavoro.

 

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