Nel nostro paese ricordiamo alcuni personaggi che si facevano notare dal resto della popolazione per alcune caratteristiche fisiche o del carattere, oppure per una frase che erano soliti ripetere. Naturalmente nel parlare di queste persone non voglio mettere in evidenza nessun difetto, ma soltanto ricordarli scrivendo, come se ne fa già nel parlare. Da bambina sentivo spesso ripetere delle frasi che allora mi sembravano incomprensibili come ad esempio:
Che c’hai il pallone de Don Vittorio?

Se si ascolta questa frase se ne dà un senso del tutto diverso. A Montalto, fino a verso la metà degli anni ’70, vi era un prete, Don Vittorio, appunto. Officiava la sua funzione di sacerdote nella chiesetta dell’ex ospedale di San Sisto. Di questo personaggio ho un ricordo molto sfumato, più nitido lo ho della sua pancia, un po’ troppo grande. Il motivo era un’ernia, la quale diventava dolorosa e fastidiosa ai cambiamenti di tempo. Di conseguenza se il povero parroco si lamentava per il dolore significava che il tempo stava cambiando, possiamo parlare di una pancia meteorologica! Ancora oggi se domandiamo che tempo farà, ci sentiamo rispondere …e che c’ho il pallone de Don Vittorio.
S’è fissato come Dante Sostegni con la Banditella.
Credo che in pochi ormai pronuncino questa frase. La Banditella era la macchia comunale che si estendeva dalla strada del mare all’Arrone e dall’Aurelia al tombolo. Dante Sostegni si era battuto per una vita affinché la macchia tornasse di proprietà comunale, venisse divisa in lotti e concessa in enfiteusi alle famiglie montaltesi. Tutti noi sappiamo come è andata a finire, quindi questo personaggio verrà ad identificarsi con chiunque abbia una “fissazione” per qualche cosa.
Ce semo Ardelio!
Forse è la frase più popolare perché è accompagnata da un finale comico. Ardelio lo ricordo benissimo, era uno zio acquisito, una persona veramente speciale. Lo rivedo ancora suonare la fisarmonica! Era diventato cieco a causa della rosolia allora non ben curata.
Spesso usciva in barca a pesca con un amico, un certo signor Cavalloro anch’esso con problemi alla vista: ci vedeva da un solo occhio. Quando giungevano in prossimità della Foce, Cavalloro pronunciava la fatidica frase “ce semo Ardelio”, quest’ultimo, essendo un gran nuotatore, si tuffava in acqua e spingeva la barca fino a superare la duna di sabbia che ne impediva l’entrata dal mare. Ma un giorno l’unico occhio di Cavalloro venne offuscato da un moscerino. A quest’ultimo venne spontaneo dire: “ce semo Ardelio”, come dire siamo spacciati! Ma Ardelio pensava che fosse la frase convenzionale e si tuffò, non sapendo che si trovavano ancora in alto mare! Quindi quando si dice così si vuol dire che non c’è più scampo.
Ha fatto tutto ’no sgruppo come la pora Idarella.

Di solito usiamo questa frase quando vogliamo indicare una crescita o uno sviluppo improvviso di qualcuno o di qualche cosa. Idarella la ricordo vagamente, la incontravo quando andavo a Pian de Rocca nella casa dei miei nonni. Era una persona molto minuta. Se dobbiamo leggere tra le righe di questa frase dovremmo certo cogliere il suo significato ironico crescere troppo in fretta ma fermarsi lì.
Me pari il poro Segatori.

Prima della guerra viveva a Montalto, precisamente a Rompicollo, un fotografo con la sua famiglia. Era quello un periodo brutto per tutti, figuriamoci per chi faceva quel mestiere ed offriva, possiamo dire, beni di lusso. Accadeva spesso che il fotografo non aveva soldi per il rullino, ma faceva finta di averlo e scattava lo stesso le foto. Oppure nelle sue foto era sbagliata l’inquadratura e i soggetti venivano fuori dimezzati, considerando che vedeva da un solo occhio. Ancora oggi succede che se si indugia a scattare una foto, o ci si mette ad armeggiare con la macchinetta si viene paragonati al povero fotografo.
Piagne il morto e frega il vivo.
Quale situazione sarà stata la culla di questa frase? Chi avrà pianto, o finto di piangere, un morto e nel frattempo avrà raggirato un vivo? Un amico non amico, una finta vedova inconsolabile o un parente che eredita solamente alla morte del poveretto? Comunque il significato non cambia. È detto così di chi esagera o rende palese il suo finto interessamento, tanto da ipotizzare un secondo fine.
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