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Altri venti anni di polemiche

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Di mario migneco   Data inserimento:   23/06/2009 ore 17.39
Nucleare si, nucleare no: comunque vada c'è di mezzo il mare, per non dire il cielo, la terra, la salute. E poi ci sono i soldi e sopra ogni cosa il tempo. Fattori che possono e devono essere spesi, nell'innovazione, in nuove soluzioni tecniche, in evoluzione e miglioramento continuo delle tecnologie a nostra disposizione con un costante e continuo processo di razionalizzazione dei più elementari comportamenti umani a partire dagli stili di vita, dai comportamenti di consumo volti al risparmio ed al rispetto delle risorse a nostra disposizione. E poi il versante più squisitamente umano: la presa di coscienza, la crescita collettiva, la formazione di saperi che ci porteranno a modificare le nostre abitudinarie esigenze.

Scusate se a prima vista questo pezzo può sembrare confuso, disarticolato, e con troppe allusioni che non entrano nel merito del problema, che in questa sede è quello che vede i favorevoli ed i contrari al nucleare dibattere alacremente, senza risparmiare colpi bassi e stoccate al limite dell'offesa personale. L'allusione è al battibecco a mezzo stampa innescatosi tra tale Giuseppe Alcetta, per la cronaca adipendente dell'Enel in servizio a Montalto ai tempi della costruzione della centrale atomica, ed il professor Gianni Mattioli.
Ma nel dibattito sul nucleare tutte le istanze poc'anzi menzionate vengono scansate e surclassate dal mero gusto del calcolo e del numero, dal patologico ricorso al dato scientifico, all'analisi di questo e di quell'altro istituto, dal perenne, fasullo ed inutile sondaggio di opinione – che poi è sempre la stessa casalinga di Voghera a rispondere al telefono ormai da trentacinque anni – dal clamore delle dichiarazioni politiche e dalle diatribe dei professori dei fisici e di altri grandi opinion leader.

Invece dietro la parola nucleare si nascondono altre questioni, come quelle già accennate, anch'esse decisive per cercare di rispondere a tutte quelle domande che l'uomo si fa intorno al proprio destino. Per questo vorrei portare all'attenzione di tutti i nostri lettori il fattore tempo. Se tutto va secondo le intenzioni dell'attuale governo in carica, l'Italia tornerà a produrre energia con la fissione dell'atomo all'incirca tra una quindicina d'anni, al costo di qualche centinaio di miliardi di euro, che come da copione, sborseranno i cittadini.

Ecco il tempo ed i denari che sborseremo potrebbero essere investiti per trovare adesso, ora, delle soluzioni alle esigenze energetiche - e non - del paese. Potrebbero da domani essere investiti per rattoppare le falle che non fanno funzionare le nostre reti energetiche, per evitare lo spreco e per razionalizzare i processi produttivi. Soldi e tempo che potrebbero immediatamente essere utilizzati per progetti di educazione e di formazione con ricadute immediate per il benessere di ogni cittadino. Tuttavia, nostro malgrado, parliamo di nucleare e poi ci sfuggono di mano quelle questioni che invece sono decisive per vivere meglio. Da subito.





Commenti

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di  mario migneco
24/06/2009, 15:41:10

Voglio lanciare il gruppo "Quelli che non vogliono la decentrata nucleare"

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di  daniele mattei
25/06/2009, 11:42:33

Aderisco al gruppo! Ma la campagna si farà su FB?

 

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