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Cercasi "Fronte dell'Ozio"

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Di alessandro   Data inserimento:   15/06/2009 ore 18.13

Il 9 marzo scorso si è tenuta la terza giornata mondiale della lentezza, promossa dall'associazione “l'Arte del Vivere con lentezza”. L'idea è di invitare le persone a riconquistare il proprio tempo, la propria vita, i propri spazi. In pratica a rallentare e a riflettere, scoprendo quanto di bello perdiamo ogni giorno mentre corriamo, in realtà arrancando, verso le nostre destinazioni. In particolare c'è l'invito, per questa giornata, ad organizzare un evento sulla lentezza pensando al proprio territorio.

Volendo, in qualche modo, aderire alla “Giornata della lentezza”, mi sono seduto comodamente e ho cominciato a riflettere su questi argomenti. Il mio primo pensiero si è materializzato in un libro stupendo di Bertrand Russell intitolato: “L'Elogio dell'Ozio”. Sono andato molto lentamente a trovarlo tra gli scaffali della mia libreria e mi sono immerso nella lettura. Gli stimoli non sono mancati ma una scintilla è scattata più intensa delle altre: il Fronte dell'Ozio.

Infatti mi è venuto in mente il gruppo, così denominato, che a Tarquinia e dintorni è nato   intorno al poeta Titta Marini. Devo dire che di questo gruppo ho visto delle foto, come ad esempio la fucilazione della vanga, oppure il suo simbolo: un granchio che “rinculando avanzo”. Ho avuto modo di sentire degli aneddoti e molte leggende. Proprio queste frammentarie e lacunose informazioni mi hanno sempre più incuriosito e spinto ad una riflessione: perchè non fare una ricerca su questo gruppo in modo approfondito e completo? Andare a trovare materiali, scritti, foto, ma soprattutto testimonianze? Infatti ritengo che ci siano parecchie persone tra Tarquinia e Montalto di Castro, che ci possano raccontare in modo diretto cosa è stato questo movimento.


Solo goliardia o c'era dell'altro nel gruppo di Titta Marini?
Ozio creativo! lavorare meno - lavorare tutti; sono temi interessanti e tremendamente attuali.

Quindi ho proposto alla redazione della rivista storica di Montalto di Castro “Il Campanone” di aiutarmi in questa avventura. La loro adesione è arrivata, come mi aspettavo, istantanea ed entusiastica. Pertanto invitiamo tutti coloro (persone, associazioni o enti) che desiderano aiutarci in questa ricerca a contattare la Redazione de il Campanone.

Raccogliere documenti e testimonianze potrebbe essere utile per ideare un evento che possa far rivivere, in tutta calma, il Fronte dell’Ozio.

 
redazione@ilcampanone.com
www.ilcampanone.com
 
 

Alessandro Ansidoni

Commenti

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di  mario migneco
16/06/2009, 16:01:31

Per fortuna ancora non ritorno a casa “con malesseri speciali”, per dirla un po' come Battiato che “si stressa” nel traffico caotico e appiccicoso delle grandi città. Forse il magma di veicoli che, fumanti procedono a passo d'uomo non è il più azzeccato emblema della velocità, ma comunque sia è sempre il collasso di quest'ultima in una sua forma derivata, una conseguenza. Il traffico in questo senso è il collasso di un sistema che vuole andare veloce, ma non ci riesce. Tutti hanno bisogno di correre, sino allo spasmo e al malessere. A volte la libera esistenza umana congestiona causa velocità. Fino alle estreme conseguenze: l'incidente. Mortale sia per il sistema nervoso, anch'esso collassante in forme aliene di stress – che era sconosciuto sino a qualche secolo fa – e di morte. Taglio corto e lascio un invito alla lettura per tutti i lettori della rivista e per i fruitori del sito web. Leggetevi Paul Virilio, qualsiasi saggio è indicato, ma forse troverete molte risposte su questo fenomeno della velocità in “La bomba informatica”. Per la cronaca Virilio, noto urbanista e filosofo contemporaneo, è il padre di quella scienza che, appunto, nasce dallo studio degli effetti della velocità: ossia la dromologia...

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di  StefanoTienforti
19/06/2009, 14:48:13

Da culture dell'ozio, non posso che apprezzare l'idea, così come da tarquiniese sono lieto che Titta diventi pian piano paladino del diritto comune a vivere la propria vita lentamente e con pieno godimento. La proposta di Alessandro Ansidoni - che saluto, memore degli incontri ai tempi del "Corriere" - era già giunta a Tarquinia, alla redazione de L'extra ed a me grazie al tramite di Daniele Mattei, ricevendo generale approvazione. Perciò, parliamone: può uscirne qualcosa di molto carino.

 

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