“L’orto vuole l’uomo morto”; così dice un vecchio adagio. L’ho sentito raccontare tante volte da un simpatico vecchietto con la zappa in mano mentre toglieva qualche erbaccia dal suo orticello, chino e sudato, tutto compreso dai profumi delle sue piante. Ma chi te lo fa fare vecchio! Basta che tu vada in un qualsiasi supermercato, lì l’insalata te la danno già bella lavata e imbustata, la devi aprire, condire e mangiare. Dimenticavo, puoi comprare anche la confezione rigida, con la capsula con l’olio il sale e l’aceto; che buona, la mia insalata che sa di plastica! 80 centesimi, la zappa e la vanga vanno in pensione, dimenticate, arrugginite. Il discorso è campanilistico, non regge il confronto con la realtà attuale. Vallo a dire a chi vive in città di farsi l’orto sul terrazzo, sempre che ce l’abbia, sai le risate, al massimo c’è lo spazio per due vasetti col prezzemolo ed il basilico. Frenesia del vivere moderno. Chi ha tempo per l’orto? In città poi non c’è nemmeno lo spazio. Allora ritorno all’orto del mio vecchietto e gli chiedo che faccia farebbe se vedesse sul banco del suo supermercato una busta di insalata con su scritto “insalata maremmana”, prodotta a Montalto di Castro. Mi risponde che sarebbe molto contento di mangiare un’insalata che viene da una terra come quella del suo orto. Che finalmente i prodotti della sua terra avrebbero un nome e non sarebbero più anonime zucchine e peperoni imbustati da una ditta francese e rivenduti poi nei nostri stessi supermercati italiani o montaltesi. Leggi di mercato, direttive europee, quote, chi coltiva la terra a Montalto è in balia di un mercato più forte di lui, un mercato che fa vedere solo i suoi camion, che con pochi centesimi al chilo viene a razziare le fatiche dei coltivatori.
Che fare? Che dire?
A questo punto l’orto del mio vecchietto diventa un problema dell’agricoltura. Mi viene in mente, mi si perdoni la pubblicità indiretta, quella famosa “valle”, dove con gli orti ci fanno i milioni...
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Commenti
09/02/2008, 11:47:07
PROVA
14/03/2008, 17:06:19
Visto che oggi il sistema sembra essere buono con me... scrivo anche un pensiero che mi aveva suscitato l'articolo di Mario che citava un contadino ed il suo rapporto con l’orto… la mia riflessione quando lo lessi fu che “il supermercato vuole l’omo morto”…. Pescia e Montalto hanno tanto bisogno di una maggiore attenzione alla qualità (e non solo) della loro produzione ortofrutticola. Abbiamo bisogno del “biologico” serio e vero, non burocratico; abbiamo bisogno di rapporti diretti tra produttori e consumatori; abbiamo bisogno di attenzione all’ambiente; altrimenti passiamo dall’essere stati contadini ad essere imprenditori agricoli, poi ad occuparci di turismo (nella Maremma selvaggia che tanto affascina) ed infine a vedere scomparire tutti coloro che la credevano un’isola felice ma che saranno disillusi.