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Rom in concerto

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Di mario migneco   Data inserimento:   10/04/2009 ore 15.25
Domenica, Pasqua. A Montalto di Castro, alle sette di sera, presso lo stadio Alberto Martelli va in scena il “concerto rom”. Così è stata chiamata la manifestazione canora dedicata ai cittadini romeni che vivono da queste parti, manifestazione che ha destato stupore tra i montalesi.

Apro parentesi: nella sola Montalto ci sono circa 500 romeni residenti da diversi anni, il che vuol dire che alcuni di essi hanno anche il diritto di voto per le amministrative, mentre ci sono probabilmente altri che vivono in zona senza avere la residenza, il che gonfia il numero delle presenze. Si calcola infatti che ci sia una popolazione di romeni di circa sette o ottocento unità tra Pescia Romana e Montalto. Chiudo parentesi.

Per ora in prevendita sono stati venduti circa 1500 biglietti per il concerto pasquale, mentre per la serata di domenica sono attesi altrettanti spettatori paganti per un totale di quasi tremila persone che verranno ad ascoltare il loro idolo.  Ad esibirsi sul palco sarà Nicolae Guta, uno dei cantanti popolari più noti e famosi in terra romena. Qualcuno, misurando la sua grande popolarità lo ha anche paragonato al nostro Vasco Rossi. Ma si tratta di tutt'altro fenomeno. La popolarità del Guta nasce dal basso, dai bassifondi di Bucarest, dalle serate nei locali malfamati, nei rioni di periferia quando faceva il menestrello nei ristoranti di Timisoara, e non da San Remo.


Guta è stato nominato il re del manele, un genere musicale molto apprezzato nell'Europa dell'est, tanto da aver dato vita a vere e proprie manie, come casi di divismo di alcuni interpreti, idolatrati in patria come rock star americane. In Romania, e non solo perché il fenomeno è comune anche  in Bulgaria, Serbia, Albania, ed alcune zone della Turchia, esistono locali notturni e discoteche dove si balla solamente questo tipo di musica. Per renderci conto della portata di questo fenomeno musicale basta dire che sono nate riviste specializzate, stazioni radiofoniche e piccole emittenti televisive che devono il loro successo al manele. Sono disponibili anche le immancabili suonerie per cellulari con le canzoni di Guta e di altri famosi cantanti come  Adrian Copilul Minune (ora Adi De Vito), Florim Salam, Deniza, Adi de la Valcea, Liviu Pustiu, Viorel de la Constanta, Dorel de la Popesti, Cristina Ioana, Sorina, Nicoleta Guta, Carmen Serban. Tutta gente che riscuote un grandissimo successo e che come si dice in gergo “ha fatto un mucchio di soldi”.

Cosa è il manele: un genere musicale nato alla fine degli anni ’80 del secolo scorso in alcuni paesi dell’est europeo, che si è andato ad affermare prima nei quartieri periferici delle grandi città ed è poi diventato un fatto di costume ed un fenomeno di massa. Canti di protesta e di emancipazione; musica di denuncia; ma anche musica per esaltare le gesta della gente di strada; musica di contrabbando che al tempo di Ceausescu era addirittura proibita. Musica caratterizzata  dai ritmi tribali e dalle melodie che richiamano la tradizione musicale turca, greca e soprattutto tzigana,  con una tipica impronta medio orientale.


A Montalto la notizia di questo “concerto rom” - Guta stesso appartiene a questa etnia - ha destato stupore. Prima di tutto perché è stato annunciato da locandine e cartelloni scritti in lingua rumena, poi perché nei manifesti era apposta anche la dicitura “con il patrocinio del Comune di Montalto di Castro”, cosa che ha fatto imbestialire, e non poco, molta gente. Infatti qualcuno, dopo aver recepito i pessimi umori dei montaltesi, ha pensato bene di togliere i manifesti così scritti e di sostituirli con altri in italiano, dove tale dicitura è stata soppressa. Altro elemento, che ha fatto inorridire la cittadinanza, la data del concerto. La domenica di Pasqua. Indizi che portano dritto al cuore di alcune questioni che stanno facendo discutere l'Italia intera. La questione sociale, riassumibile nelle dinamiche che portano all'accettazione dell'altro, all'integrazione dello straniero, ai diritti delle persone. Ma anche ad una velata forma di razzismo e di xenofobia, di paura nei confronti dell'altro da sé, oppure in questioni di ordine religioso, che fanno si che questo concerto venga vissuto come un momento di disturbo per la sacralità della nostra Pasqua.

Tutte questioni che hanno una eco non solo locale, nel senso di commenti da bar, ma hanno anche un corrispettivo nel mondo della rete, dove in uno dei più alla moda network sociali è stato creato il gruppo di discussione “NOI Che Non Vogliamo Il Concerto Rom A Montalto” di cui, per educazione, mi riservo di divulgare i commenti.  

Commenti

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di  Stefano
14/04/2009, 12:39:29

Ciao a tutti, visto che sono un membro del gruppo nato su facebook “Noi che non vogliamo il concerto rom a Montalto” vorrei descrivere il mio personalissimo punto di vista, che in parte giustifica la mia adesione a quel gruppo. Vediamo la questione per come è: Io che non voglio il concerto rom perché sono invidioso. Io che non voglio il concerto rom perché ho paura. Io che non voglio il concerto rom perché loro riescono ad organizzarsi e noi no. Io che non voglio il concerto rom perché poi ci accorgiamo che a Montalto vivono anche loro. Andiamo!!!!!!!!, io sono uno tra quelli che questo concerto proprio non riusciva a digerirlo, uno di quelli che ha lasciato montalto per il pranzo pasquale e che ogni minuto pensava se la casa era al sicuro. Ma non sono uno di quelli che si copre di frasi fatte per giustificare un punto di vista. Ho letto qua e là commenti contro l’evento del tipo, “è meglio dare i soldi ai terremotati”, “poi ci rubano tutto”, “vedrai che casino che scoppia” e commenti totalmente a favore come “hanno anche loro due mani, due piedi etc etc” Bè a stare a parlare in questi termini si creano i soliti dibattiti che non portano a nulla. Con le frasi piene di retorica e dette e ridette non si arriva a nulla. Vogliamo vedere la cosa da un’altra prospettiva? A me ha dato fastidio il fatto che hanno saputo organizzarsi al contrario di noi, che hanno partecipato ad un evento tutti insieme al contrario di noi. Chiamiamola anche invidia, però io la vedo come un tipo di invidia sana e costruttiva. Non è forse vero che qualsiasi cosa organizza Montalto, va a finire che viene goduta da chi di montalto non è? Bè nessuno di noi vuole farsi insegnare il valore dello stare insieme, specialmente da chi è “diverso” , poi però non andiamo a finire nei luoghi comuni per giustificare il nostro malcontento. Poco tempo fa c’era la rai davanti al comune (ricordate? si parlava di nucleare), giorni e giorni di dibattito nei bar, e nei muretti, risultato? 20 persone presenti , tutto intorno il vuoto, chissà magari se fossero stati distribuiti panini e bibite sarebbe andata meglio. Capisco che la questione razziale è una cosa delicata, come condivido il detto “ognuno a casa sua” ma questa è l’Italia oggi, e , chi non condivide (come me) deve adeguarsi. A conti fatti, non so quanti di noi sono andati al concerto, sicuramente pochi, di contro sono sicuro che agli eventi da noi organizzati i nostri “abitanti cattivi” parteciperebbero senza problemi. Tiriamo un po’ le somme della cosa. Cosa ci ha dato fastidio? Le statistiche sui reati? I soldi che si vocifera messi dal comune? Il fatto che proprio non li vogliamo ma dobbiamo tenerceli? A me personalmente da fastidio il fatto che abbiamo avuto le nostre opportunità, ce le siamo fatte sfuggire, e ora gli altri come al solito ne beneficiano. In chiusura, faccio i miei complimenti a Mario perché come al solito riesce a puntare l’occhio, o per meglio dire la penna, su argomenti veramente interessanti e lascio il link del gruppo su facebook. http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=79225099112&f=1&e=0#/group.php?gid=64557599506&ref=ts

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di  Monica Mari
15/04/2009, 14:31:46

Ho letto questo bell'articolo di Mario Migneco, ho letto i commenti sulla pagina del gruppo che su facebook si è schieranto contro quest'evento nel nostro paese ed ho sentito più di qualche commento in merito in giro per Montalto. Parto, intanto, facendo una prima critica a chi ha fondato il suddetto gruppo su FB perchè trovo davvero poco costruttivo mettere in piedi uno spazio come quello senza dare un input iniziale di discussione e confronto, argomentando una questione tanto delicata con un semplice titolo che è espressione di un “NO” ed un sottotitolo che parla di non si sa bene quali soldi e nasconde la propria xenofobia dietro il rispetto per i terremotati d'Abruzzo. Ci sono infatti, e purtroppo, 407 iscritti e soltanto 16 commenti. Quando ho saputo dell'idea di un imprenditore locale di organizzare questo concerto, l'unico pensiero che ho avuto è stato di ordine economico! Mi sono detta - come si usa dire in gergo per la musica live - che sarebbe stato "un bagno di sangue"! Poi col passare dei giorni ho capito che anche tanti montaltesi pensavano che lo sarebbe stato.. ma non nel senso in cui questo modo di dire viene utilizzato nell'ambiente... piuttosto ci si aspettavano (o forse auspicavano morbosamente!) risse, atti vandalici, incidenti, furti nelle case.. E PER IL GIORNO DI PASQUA!!!! no, dico! siamo matti? Infatti proprio nel giorno in cui i cattolici rievocano la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo - morto in croce per redimerci dai peccati (per i quali ognuno ha un proprio elenco personale, ovviamente! quelli contro lo Spirito Santo, quelli capitali.. quelli contro Dio non ci riguardano!) - sono andata a questo discusso concerto. Una “delusione” quando ho trovato i parcheggi sistemati, un ottimo spiegamento di forze dell'ordine che svolgevano, come da procedura, il loro lavoro di assistenza e controllo fuori dallo stadio e all'ingresso,.. quando ho visto un buon numero di bagni chimici, l'assistenza sanitaria, dei bar ben organizzati e senza alcoolici (e una birretta me la sarei fatta volentieri!),.. quando ho cominciato a guardarmi intorno ed il pubblico era formato per lo più da famiglie con i bambini sulle spalle,..che ballavano, sorridevano..cantavano! Un colpo al cuore quando, abbassando lo sguardo, ho visto solo poche decine di bottigliette d'acqua gettate sul prato. Ma i colpi più grossi sono stati vedere che a quel concerto c'erano più di mille persone paganti..(e che ad ogni evento organizzato per i Montaltesi e gratuito la partecipazione è negativamente imbarazzante!) e che di come siano andate le cose... di come siano andate meravigliosamente bene le cose nessuno ne abbia parlato! Saluti. Monica Mari

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di  daniele mattei
15/04/2009, 19:52:18

Il fenomeno del gruppo “NOI Che Non Vogliamo Il Concerto Rom A Montalto” non è stato il primo segnale ad interessare la nostra redazione. Siamo stati tra i primi, infatti, ad essere incuriositi da un manifesto che già da sé richiamava attenzione: per la lingua, per la grafica e per l’improbabile fotografia che ritraeva la star romena. Fin da allora abbiamo deciso di trattare l’argomento. Il punto di vista voleva essere, pressappoco, questo: “Occasione persa per un’integrazione tra montaltesi?”. Dove per “occasione persa” ci si riferiva proprio al discriminante linguaggio comunicativo utilizzato nel manifesto e per “montaltesi” ad una voluta concezione, ovviamente un po’ provocatoria rispetto ai classici lettori del sito, di abitanti di questo territorio. Piccolo inciso, vi assicuro che in anni di ricerche storiche abbiamo avuto difficoltà a trovare i “veri montaltesi” e, a dir la verità, si fa fatica anche ad individuare un’identità comune a questo paese. Sarà perché, dicono le fonti, nel XVI secolo era interamente abitato da “corsi” o perché nei secoli successivi è stato popolato da genti di mezz’Italia! Il malcontento generale, compreso il famoso gruppo di FB, ha spostato decisamente il nostro punto di vista e così Mario Migneco ha dovuto fare un passo indietro tentando di dare qualche informazione in più su questo artista insieme alla cronaca sui dissapori suscitati dal concerto. Personalmente sono rimasto impressionato dalla velocità con cui gli utenti di FB vi hanno aderito (412 iscritti in poco più di una settimana, numero che continua a crescere nonostante l’evento sia ormai archiviato) anche rispetto ad un altro gruppo che ha preso vita intorno alla fine di febbraio con il nome “MONTALTO DI CASTRO!!!!!!!!” e che tratta argomenti, diciamo, comunque campanilistici ma che conta, ad oggi, solo 338 iscritti. Certamente discutere di un tema come quello della “Partecipazione” (come si è tentato di fare, appunto, nel gruppo “MONTALTO DI CASTRO!!!!!!!!”) è molto più complesso che aderire, con un semplice click, ad un “Noi che non vogliamo…”. Vorrei concludere con alcune precisazioni e informazioni sparse che abbiamo raccolto dopo qualche domanda e dopo la partecipazione al concerto di Domenica scorsa che potrebbero, spero, far cambiare punto di vista a chi purtroppo non vi ha partecipato perché “barricato in casa”: – L’intera organizzazione dell’evento è stata finanziata e gestita da una società privata che ne è anche la promotrice: la Planet Network Service. – Nicolae Guta ha cantato in lingua Rumena per un pubblico prettamente rumeno. Un pubblico che definirei “bella gente”: quelli che si divertono, ballano e cantano insieme. – Tra le vittime del terremoto in Abruzzo sono stati contati circa diciotto stranieri tra cui cinque cittadini rumani. Per questa ragione, durante il concerto, è stato rispettato un minuto di silenzio. – Ultima informazione, come già detto tra i commenti, è la non informazione della buona riuscita del concerto.

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di  giorgia prosperi
16/04/2009, 00:07:00

Parto dall'immagine che vedo sotto ai miei occhi: un adesivo a forma di fantasmino giallo che qualche settimana fa ho attaccato sulla tastiera del mio pc e che riporta il riferimento al sito www.nonaverpaura.org. Si tratta del logo di una campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'altro che da un paio di mesi molte associazioni stanno portando avanti per fronteggiare la pericolosa ondata di xenofobia che sta dilagando nel nostro paese. Parto da qui perché sono fermamente convinta che le polemiche nate intorno al concerto di domenica a montalto siano il risultato della potente manovra mediatica contro lo straniero che la destra italiana ha messo in piedi a partire dal periodo pre-elettorale e che il "fantasmino" vuole cercare di ostacolare. E' un meccanismo subdolo attuato da politici incapaci di affrontare i problemi veri della società con soluzioni concrete e durature. La strada più facile, infatti, è stata creare terrore e insicurezza tra la gente e rendere la popolazione debole per rassicurarla subito dopo con pacchetti ad hoc e leggi razziste che "costano" poco e fanno fare bella figura affrontando un importante fenomeno sociale solo come un problema di sicurezza. Purtroppo ci sono cascati in molti e il risultato è ciò a cui abbiamo assistito in questi giorni e che migliaia di stranieri, la maggior parte dei quali regolarmente soggiornanti, in tutta italia vivono quotidianamente sulla loro pelle: il rifiuto. Il rifiuto di vedersi negare i loro diritti, prima come esseri umani e poi come cittadini di un paese civile; il rifiuto dell'accoglienza, della voglia di conoscenza reciproca, della disponibilità e della possibilità di divertirsi insieme e scambiarsi qualcosa. A me ha fatto piacere essere al concerto, innanzitutto perché è stato un bello spettacolo e poi perché è stata una delle poche volte in cui a montalto dei privati si sono organizzati per proporre un'iniziativa a tutta la comunità, dato che non era né un evento per i rumeni, né per i rom ma per tutti! Vi saluto e vi invito ad aderire alla campagna "non aver paura, apriti ai diritti, apriti agli altri" firmando l'appello sul sito.

 

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