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Un progetto per Castro

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Di mario migneco   Data inserimento:   05/06/2009 ore 12.59

L'intera provincia di Viterbo potrà beneficiare di un ulteriore e grande passo in avanti verso la valorizzazione del proprio patrimonio archeologico, storico e culturale. Stiamo parlando di riconsegnare ai cittadini, agli italiani, le vestigia dell'antico ducato di Castro. Si tratta di un progetto di grande respiro per avviare la riqualificazione e la ristrutturazione delle rovine di un luogo ricco di storia con testimonianze provenienti da diverse epoche, dalla preistoria al rinascimento, dagli insediamenti monastici alle presenze romane e longobarde. Un luogo che ha conosciuto momenti di gloria e di disgrazia, fino alla sua totale distruzione avvenuta nel 1649 ad opera delle milizie dello Stato Pontificio. E dopo il crollo, l'oblio: le vestigia di questa antica città sono rimaste per secoli sommerse dal bosco, in balia di saccheggiatori che hanno trafugato preziosi reperti. Siamo ad una svolta per il destino di Castro, finalmente si potrà cambiare pagina e cercare di riportare alla luce la storia di questi luoghi e le vicende umane che l'hanno attraversata. I rovi che avvolgono quelle rovine potranno essere districati.

 David Lodesani, professore e ricercatore presso l'Università di Pisa, spiega come. Quello che segue è uno sguardo d'insieme al dettagliato progetto che il professore ha ideato per riportare Castro alla luce. Tutto ciò dopo la difficile battaglia che ha portato il Comune di Ischia di Castro a ritornare padrone del sito archeologico.

 

“Negli ultimi due anni – premette  il professor Lodesani – ho avuto modo di rendermi dolorosamente conto di quanto contrasto ci sia fra le effettive potenzialità del patrimonio storico-archeologico esistente nel territorio di Ischia e i suoi reali utilizzi e valorizzazione. La constatazione che presso realtà a noi vicine, soprattutto nella confinante Toscana, le risorse culturali sono divenute fonte copiosa di benefici per la comunità, mi ha convinto ancora di più che bisognava provare a fare qualcosa, anche in prima persona”.

Non c'è niente da fare. La Regione Toscana è avanti di almeno venti anni, rispetto al Lazio, nella valorizzazione delle proprie risorse storiche, culturali e paesaggistiche, valorizzazione che è frutto di un mirato ed attento programma di marketing territoriale, e la cosa – è sotto gli occhi di tutti – ha pagato e continua a pagare in molti settori decisivi per lo sviluppo di un territorio. A tal proposito spiega Lodesani: “il nostro paese si trova adesso in una situazione particolarissima, in cui il suo eccezionale patrimonio storico-artistico può finalmente tramutarsi in motore di sviluppo economico e sociale. Molti Enti, – prosegue – quali Soprintendenze, Direzione Regionale, Università hanno capito da tempo l’importanza e le potenzialità praticamente uniche del sito, ed hanno avviato una pluralità di iniziative delle quali si cominciano a vedere gli esiti”.

 

I primi frutti di questo rinnovato interesse per Castro sono gli accordi e le convenzioni stipulate dal Comune con l’Istituto per l’Arte e il Restauro “Palazzo Spinelli” di Firenze, per la progettazione e realizzazione di iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

 

Si spera che il rinnovato interesse per Castro sia contagioso e dalla Regione, dalla Provincia, dai vari ministeri e dall'Europa arrivino aiuti concreti per realizzare questo progetto che è sì ambizioso, ma di inestimabile valore per l'intera collettività. 

Commenti

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di  david
07/07/2009, 13:01:37

Leggere di nuovo le parole di questo articolo dopo che le vicende elettorali hanno allontanato me ed i miei amici dall'attività amministrativa, e quindi dal perseguire al meglio l'attuazione del progetto, non può non causarmi tristezza. Tristezza per le cose che avremmo provato a realizzare in prima persona, e che ora passano alla sensibilità e buona volontà altrui... Concordo per altro completamente con la descrizione dello stato di abbandono in cui versa questa nostra grande risorsa che è Castro, e nelle sue grandi potenzialità. Spero quindi che gli amministratori vogliano e sappiano rispondere al meglio a tale stato di cose. Ma spero soprattutto che ad ogni livello possa farsi più profonda e sicura la sensibilità culturale verso ogni settore degno di tale nome. Forse sarebbe questa, meglio che astruse strategie economiche o legislative, la migliore ricetta per il degrado che sempre più da presso ci incalza. David Lodesani

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di  mario migneco
07/07/2009, 17:09:26

Caro David è per me un immenso piacere ricevere questo tuo commento e concordo pienamente col fatto che l'unica via per uscire da quel "degrado che sempre più da presso ci incalza" sia investire nel nostro patrimonio storico artistico e culturale. Un saluto Mario

 

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